sabato 26 dicembre 2009

Tiziano Ferro - Mai nata

Mai canzone parlò così bene di me...

lunedì 14 dicembre 2009

Confessione

Credo che sia giunto il momento di fare un esame di coscienza... In questo giorno, dove inizia la mia nuova avventura come socio attivo dell'ANTR, il giorno dopo aver forse mandato in frantumi la cosa più bella che avevo, il giorno in cui mi sento più morta che viva dentro...
Ho sbagliato... non una, non due, non tre, ma cento, mille volte... ho sbagliato... Ho sbagliato il giorno che non ho voluto un aiuto perché a 14 anni non potevo aver bisogno di un aiuto, mica ero pazza, ero solo malata, non pazza... Pochi mesi dopo sono stata io a chiedere aiuto, perché ero stanca di piangere, ero stanca di nascondermi, di far finta di niente, quando invece tutto all'improvviso il mondo che mi circondava non aveva più senso e nulla di ciò che facevo aveva più importanza... ho sbagliato ancora quando ho deciso di smettere di farmi aiutare, perché ormai non ero più sola, avevo un ragazzo che mi amava nonostante tutto e questo mi rendeva forte... si, forte... così forte che sono caduta in depressione e tiravo avanti a psicofarmaci e sonniferi... bella forza... mi sono fatta aiutare di nuovo, perché stavo allontanando tutti con i miei sbalzi d'umore e le mie tirate senza senso... e appena mi sono sentita meglio ho mollato tutto ancora una volta, convinta di saper ormai gestire da sola la situazione... è arrivato il trapianto, finalmente avevo di nuovo in mano la mia vita, la mia terza vita... Ero convinta che avrei visto tutto sotto una nuova luce, volevo sfruttare ogni secondo per fare qualcosa di buono, come se dovessi recuperare 6 anni di vita in cui sono stata più che altro in balia degli eventi. Come dice un saggio proverbio "La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni": i miei buoni propositi sono durati ben poco... ben presto l'euforia ha lasciato il posto a rabbia e risentimento, che mi hanno fatto cambiare, giorno dopo giorno... e un bel giorno, quel ragazzo che tanto diceva di amarmi è scappato via senza nemmeno una spiegazione e con lui se n'è andato quel futuro che già avevo progettato... nonostante tutto, in quei 2 mesi d'inferno ho fatto la tesi e mi sono laureata... e da quel giorno mi sono ritrovata immersa in un limbo e non sapevo che fare della mia vita...sentivo che stavo ricadendo nella depressione, ma ho preferito attaccarmi alla prima scusa per non affrontare questa scomoda realtà. Per dare una svolta alla mia vita mi sono iscritta di nuovo all'università, l'unica cosa che mi riusciva bene fare... Ma i problemi non risolti prima o poi tornano a galla... ed ecco gli attacchi di panico e quella rabbia che esplode improvvisa senza un motivo e sempre su chi in tutto questo ha meno colpe di tutti: i miei genitori. Mi capita un'altra occasione per cambiare, uno stage in Ducati... faccio il colloquio, mi prendono, ed ecco che mollo l'ambiente universitario ormai ostile per gettarmi anima e corpo in questa nuova avventura lavorativa che mi accompagnerà fino a Natale... peccato solo che una sera di luglio, in un giorno come tanti, ho deciso che non c'era nulla per cui valesse la pena lottare ancora... 32 ore è durata questa follia, 32 ore senza prendere quelle pastiglie che mi permettono di vivere... avevo toccato il fondo, ma ero sicura che, pur riconoscendo la stupidità di quello che avevo fatto, quel gesto mi avrebbe aperto nuovi orizzonti... E finalmente arriva agosto, si parte per la Calabria, si torna con tante belle speranze e credendo di aver ritrovato nuove energie. Le speranze si sono infrante appena mi sono scontrata di nuovo con la realtà e le energie si sono esaurite ancora prima che tornassi a lavorare... però in tutto questo è arrivato Marco, un ragazzo così speciale da amarmi incondizionatamente nonostante le cicatrici, i problemi, il mio umore ballerino... Avevo ritrovato la serenità...
Chi mi conosce veramente sa che questo periodo per me è molto particolare e che provo delle sensazioni così forti che non riesco in alcun modo a contrastare... L'antidoto Marco non funziona più, le mie crisi sono sempre più frequenti, raggiungo livelli di nervosismo tali che nulla mi va bene... cerco di tenere dentro questa rabbia che aumenta, ogni tanto la diga ha un piccolo cedimento, ma tutto sommato regge... fino a ieri sera, quando dal niente si è scatenata l'inondazione e ho riversato fiumi di parole che quasi non ricordo addosso all'ennesimo innocente... e dopo le parole di rabbia le scuse, i mi dispiace... fino a raggiungere quasi inconsciamente la consapevolezza: "Possibile che l'odio che provo per me sia più grande di qualsiasi altra cosa? Come si può vivere così?"
E oggi, il mostro che vedo allo specchio ormai da un po' è ancora più orribile... ho ferito l'unica persona che a modo suo cercava di starmi accanto, colui che ha la sola colpa di essersi innamorato di me... di me, io che sono la prima che non vuole stare con sé stessa e che da sé stessa non può scappare... e lui continuava nonostante tutto a dirmi che sono speciale... certo, come no, speciale nel senso che sono unica, per fortuna del mondo...
Non so con Marco come finirà, perché dubito che una volta che avrà riflettuto su quello che è successo ieri sera vorrà ancora vedermi... e forse sarebbe un bene per lui, perché merita davvero una ragazza che lo renda felice e che gli faccia capire quanto sia meraviglioso...
Per quello che mi riguarda, mi farò aiutare ancora e questa volta devo andare fino in fondo... lo devo al mio angelo, lo devo a tutti quelli che mi vogliono bene, che subiscono il mio odio e il mio rancore, ma che nonostante tutto ancora mi sopportano... non voglio più fare loro del male, non voglio più sentirmi un mostro... e intanto, mentre affronterò questo lungo cammino, darò una mano a quelli che, come me, hanno avuto o tuttora hanno a che fare con un reparto di nefrologia e dialisi, perchè al momento aiutare gli altri mi riesce molto più semplice che aiutare me stessa...