domenica 24 ottobre 2010

Rieccomi qua, dopo mesi di silenzio...

Potrei abbozzare una qualsivoglia scusa... non ho avuto tempo, sto lavorando tanto, poi l'associazione, il moroso, gli amici... Tutto vero, per carità, ma basta nascondersi dietro a un dito! Gli impegni li hanno tutti, così come i problemi, piccoli o grandi, ma ognuno ha i suoi. Tanti mesi di silenzio sono figli di un'ennesima tempesta interiore, che probabilmente è nata come un mare un po' agitato e poi, data la mia noncuranza, è diventata piena burrasca, fino ad essermi trovata nuovamente alla deriva, in balia delle onde...
Sono successe tante cose in questi mesi che mi hanno dato l'opportunità di riflettere su quel senso di frustrazione che piano piano si andava radicando dentro di me. In particolare il calvario che sta attraversando la mia migliore amica per colpa della Sclerosi Multipla, il suo modo di reagire, di affrontare le cose, la forza con cui ha accettato i limiti che la SM le ha imposto e che l'hanno portata a stravolgere completamente i suoi progetti di vita, rinunciando al suo sogno che coltivava da quando era piccola... penso a lei e mi rendo conto di quanto io ancora non sia riuscita a fare questo passo nonostante i miei 14 anni da nefropatica - cardiopatica e da quasi 7 anche trapiantata. Ne ho avuto la prova evidente la settimana scorsa, quando nonostante precarie condizioni di salute sono andata comunque a lavorare. Una sera sono uscita dall'ufficio alle 20:30 di corsa per prendere la suburbana e poi l'ultimo treno utile per tornare a casa. Proprio durante questo viaggio, stremata dalla lunga e intensa giornata di lavoro, tremando per il freddo che sentivo uscirmi dalle ossa, con le lacrime che mi rigavano il viso, ho cominciato a chiedermi per cosa mi ero ridotta così... non trovando una risposta soddisfacente e memore dell'insegnamento che "non c'è risposta giusta a domanda sbagliata", ho smesso di cercare una motivazione a favore di una causa... ed ecco la risposta: non ho avuto abbastanza rispetto di me stessa, perché Roberta è in primis una donna con dei problemi di salute, che mi piaccia o no. Quattro giorni dopo è arrivata la febbre... il mio corpo mi ha detto stop, dopo una settimana di avvertimenti vari. Una settimana di mutua vuol dire tanto tempo da investire... in cosa? Beh, finalmente studio! Questo era quello che credevo almeno. Mi sono dovuta ricredere nel momento in cui mi sono resa conto che lo stare sui libri non solo non mi dava alcuno stimolo, ma mi creava ansia... ho cominciato a pensare agli esami che ancora devo dare e l'unica cosa che mi riusciva di dire era "Non ce la farò mai..." E così, inevitabilmente, a chiedermi se davvero ci tenessi alla laurea o se invece ora che ho un lavoro e un ragazzo meraviglioso non fossero altri i progetti e le ambizioni... Da quel momento i pensieri sul mio futuro si intrecciano in un groviglio sempre più intricato... Poi questa mattina è arrivata l'illuminazione, se così si può dire. Il problema non è se investire nel lavoro, nella famiglia, nell'università, perché in un qualche modo sono tutte cose importanti per me e non avrei modo di rinunciare arbitrariamente a qualcosa serenamente. Il problema non è scegliere quale strada prendere. Il problema è imparare ad amare e a rispettare Roberta per quella che è... Forse allora, quando avrò smesso di combattere questa estenuante guerra contro me stessa, allora sarò in grado anche di ascoltare i miei desideri che mi porteranno forse verso un po' di serenità..