martedì 1 febbraio 2011

Aria di tempesta...

Il primo mese di questo nuovo anno è passato e già sono successe tante cose...
La settimana cruciale, come immaginavo, è stata la scorsa, visti i 2 giorni consecutivi di controlli e visite.
Già, sono persino stata a casa da lavorare perchè sentivo che non sarebbe filato proprio tutto liscio...
Il destino ha voluto che il mio piccolo inferno fosse preceduto e contornato dal ricovero del padre del mio moroso per un piccolo intervento (per fortuna andato bene, con tempi di ricovero un po' più lunghi del previsto per qualche contrattempo nel decorso post-operatorio).
In questo clima non proprio ideale, è arrivato mercoledì 26... sveglia alle 6, treno alle 6:48, prelievi e visita nefrologica (tutto bene... però aspettiamo di vedere gli esami) e poi l'ecocardio. E' da un po' che non sono in forma e visto che in passato certi sintomi (all'epoca ben più accentuati) erano dovuti all'insufficienza valvolare, ciò che mi aspettavo era un peggioramento delle mie condizioni. Detesto avere (quasi) sempre ragione! Il medico che viene a verificare e completare l'operato dello specializzando (e che si ricorda ancora di me... ah no?!?!) mi mette al corrente del peggioramento della mia insufficienza valvolare e di come questo possa spiegare i miei sintomi. Mi preannuncia anche che il cardiologo probabilmente mi aumenterà il dosaggio del farmaco che già prendo e forse proporrà di iniziare la somministrazione di un diuretico. Ringrazio e saluto, mi rivesto, aspetto il referto e poi vado via... Cerco di mantenere la calma, incasso il colpo e mi dico che devo aspettare domani, che magari non è così... Raggiungo la Fra e già la diga cede, anche se in maniera composta. Un'ora dopo pranzo con Marco, mi ero ripromessa di non dire niente, di aspettare domani, che già aveva abbastanza pensieri per la testa per il padre... Crollo di nuovo, in modo meno composto. Nel tardo pomeriggio mi raggiunge la Vale e con lei sono il solito libro aperto. La sera dopo cena sputo fuori il rospo anche con i miei, quattro parole messe in croce per avvertirli di non aspettarsi niente di buono dall'indomani.
Giovedì 27, elettrocardiogramma e visita cardiologica, passando prima per la nefrologia a ritirare gli esami del sangue del giorno prima... Solita anemia, creatinina leggermente più alta di ottobre, colesterolo di nuovo alto (con LDL a un pelo dal limite), le transaminasi ancora reggono... Affronto la mattina al padiglione 14 con il sollievo che il rene di Giulia sta bene e con l'ansia che il mio cuore comincia a perdere colpi. Fatto l'ECG passano una quarantina di minuti prima di essere vista dal cardiologo. Una volta nell'ambulaorio, la mente fatica a formulare frasi di senso compiuto articolate. Non so quanto sia durata. Ne sono uscita con l'aumento del dosaggio del beta-bloccante e la prescrizione di un'ace-inibitore da prendere solo su parere favorevole dei nefrologi, sottolineando che questa terapia è a scopo preventivo (il meglio che può succedere è non peggiorare, of course). Prossimo controllo tra un anno... Torno al padiglione 15 e faccio leggere alla nefrologa che mi segue il papiro del cardiologo, in particolare la parte relativa all'ace-inibitore. Si è subito detta d'accordo, a patto che assumessi la terapia di sera per non rischiare problemi di eccessivi abbassamenti di pressione. Mi sentivo sollevata, è una pastiglia in più da mandare giù, ma se può farmi guadagnare tempo... Il sollievo è durato il tempo di qualche respiro... Alla pronuncia della parola magica "Triatec" tutto si è spezzato... Stavo per mettermi a ridere (istericamente) perchè non mi sembrava vero... L'unico farmaco che finora mi ha dato problemi è l'unico che potrebbe prevenire l'aggravamento della mia insufficienza valvolare senza creare problemi al rene... Sono uscita, scoraggiata e incazzata allo stesso tempo. Ho rivisto la Fra, Marco, la Vale... Sono rientrata a casa quasi a ora di cena per tenermi occupata e non pensare... Non so perchè, ma questa volta il colpo, nonostante fosse in un qualche modo atteso e tutto sommato nemmeno così duro rispetto a tanti altri, è difficile da assorbire e mandare giù. Il venerdì torno al lavoro e qualche cosa mi si legge in faccia, ma la stanchezza è sempre una buona scusa per tutto (e visto la nottata che avevo passato non era poi nemmeno troppo una scusa). La giornata passa in sordina, alle 18 mi viene a prendere Marco e andiamo a Castelnovo ne' Monti (RE) per la presentazione del libro di Armando "Il trattore e la carriola - Un cuore per due". Insieme alla mia famiglia allargata, abbiamo vissuto due ore intense, trabordanti di emozioni, in certi momenti sfociate in un fiume di dolorose lacrime... E' stata una serata speciale, ma tutto questo vortice di sensazioni si sono accumulate a quelle dei due giorni precedenti e il fardello si è fatto così pesante da essermi sentita quasi schiacciata e aver passato un'altra notte quasi insonne...
E ora? Ora siamo al giro di boa... Se c'è una cosa che ho capito è che sto perdendo tempo portando avanti troppe cose, sprecando energie che mi rendo conto essere meno di un tempo inseguendo obiettivi in un qualche modo inutili e percorrendo strade sbagliate...
E' giunto il momento di mettere da parte l'orgoglio la rabbia e l'assurda ostinazione per ascoltare l'anima e il cuore e decidere da che parte andare e cosa fare...

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